Articoli, blog, libri e siti consigliati da Clelia Mazzini
Attenzione! Per affinare la ricerca usare Ctrl+F (per cercare nella pagina una volta aperto l'esito di ricerca desiderato).
antropologia
archeologia
architettura
arte
biografie
biologia
blog e articoli segnalati
cinema
comunicazione
epica
epistolari
estetica
etnologia
filosofia
fisica
leopardiana
letteratura
letteratura italiana
letteratura straniera
libri
linguistica
matematica
memorialistica
mitologia
musica
poesia
psichiatria e psicoanalisi
religioni
saggistica letteraria
scienza
sociologia
storia
teatro
varia
viaggi
Un appassionato saggio sulla centralità del ruolo della informazione nella scienza moderna. Dalla termodinamica alle ultime scoperte nel campo dell’informatica quantistica, von Baeyer introduce il lettore ad uno dei concetti più affascinanti ed innovativi della fisica del nuovo millennio.
Cos’è l’informazione? Si può analizzare e misurare? Se l’informazione è un ingrediente così essenziale del mondo che ci circonda, perché non fa ancora parte del vocabolario delle scienze fisiche? In questo libro dai contenuti originali e moderni, l’autore tenta di rispondere a queste e altre domande, svelando come il concetto di informazione possa gettare luce su discipline tanto diverse come la termodinamica in fisica e l’ereditarietà in biologia. Infatti, nonostante la sua natura sfuggente, paradossale e soggettiva, questo concetto ha un’importanza e una potenza indiscutibili, tanto che potrebbe presto diventare fondamentale come lo spazio, il tempo, la massa e l’energia.
Con uno stile limpido e diretto, von Baeyer ci conduce dalla nascita del concetto di informazione fino alle novità della fisica moderna - bit e "quibit" -, districando abilmente la fitta trama che tiene le informazioni saldamente legate al tessuto dell'Universo. Durante questo viaggio, ci chiarisce argomenti che vanno dalla teoria dei giochi al calcolo delle probabilità, dai buchi neri alla storia del codice Morse, dal futuro dei computer al ruolo della filosofia nella fisica contemporanea, sempre sottolineando come questo campo emergente e in rapido sviluppo sia la chiave per un nuovo linguaggio fondamentale della scienza.
L'autore
Hans Christian von Baeyer è Chancellor Professor di fisica presso il College of William and Mary, a Williamsburg, in Virginia. Nel corso della sua carriera è stato eletto Fellow of the American Physical Society, ha lavorato come direttore del Virginia Associated Research Campus – un laboratorio di ricerca interdisciplinare diventato poi il nucleo del Jefferson Lab (il principale acceleratore di elettroni del mondo per la fisica nucleare) – e ha ricevuto numerosi premi per la sua attività di divulgatore scientifico.
Hans Christian von Baeyer
Informazione
Il nuovo linguaggio della scienza
Dedalo
(Ludwig Wittgenstein)
Con questa recensione la Biblioteca
sospende per qualche tempo le "pubblicazioni".
Ringrazio tutti per l'attenzione dimostrata,
il mio auspicio è di potervi ritrovare tutti al mio ritorno.
Un caro saluto con l'augurio di ogni bene per voi tutti,
Clelia
Affascinante viaggio attraverso il pensiero di illustri filosofi, artisti e letterati europei, L’artista e la città si sviluppa intorno ai temi fondanti della dottrina estetica contemporanea: il rapporto tra anima e città, arte e società, desiderio e produzione.
"Nel libro si ricerca il nesso dialettico tra eros e poiesis, o tra anima e città. Lo si ricerca attraverso alcuni personaggi rappresentativi di differenti epoche e mondi che si sono succeduti: la città ateniese nella sua epoca conclusiva (Platone), il rinascimento italiano nella sua variante fiorentina (Pico della Mirandola), la Germania classica e romantica (Goethe, Hegel), il post-romanticismo successivo al 1848 (Wagner, Nietzsche), l’apice della modernità in pieno Novecento (Thomas Mann). Nel corso della modernità, e soprattutto nel Novecento, la sintesi tra desiderio, o gran anelito, e genuina creazione, poiesis, si è via via lacerata fino a spezzarsi definitivamente".
L'autore
Eugenio Trías è una delle figure più interessanti del pensiero filosofico contemporaneo. Ha insegnato Estetica presso la Facoltà di Architettura del Politecnico della Catalogna e attualmente è professore di Storia delle Idee all’Università Pompeu Fabra di Barcellona. Nel 1995 gli è stato conferito il Premio Internazionale Friedrich Nietzsche in riconoscimento al valore della sua opera. Tra i suoi libri si segnalano: La filosofía y su sombra (1969), Tratado de la pasión (1979), Los límites del mundo (1985), La edad del espíritu (1994), La razón fronteriza (1999). L’artista e la città è la sua prima opera pubblicata in italiano.
Eugenio Trías
L'artista e la città
Le Lettere
l'una finta, l'altra cieca.
(Camillo Sbarbaro)
Contro ogni apparenza, i luoghi abbandonati non muoiono mai. Si solidificano nella dimensione della memoria di coloro che vi abitavano, fino a costituire un irriducibile elemento di identità. Vivono di una loro fisicità, di una loro corposa e materiale consistenza. Si alimentano di uno spessore doppio e riflesso. Pretendono non la fissità, ma al contrario il movimento, il percorso fisico e mentale di una loro continua riconquista.
In questo libro, scritto con la sapienza fine e distillata dell’antropologo, con la tenacia del testimone e con la passione dello scrittore, Vito Teti porta ad evidenza e ricompone per intero tutti i suoi percorsi di vita. L’oggetto – ma sarebbe più proprio dire "il soggetto" – sono i paesi abbandonati di Calabria, ripercorsi col passo lento e misurato della riappropriazione in ogni loro più densa e nascosta sfumatura: case capanne e grotte, alberi sabbie e pietre, acqua nuvole e vento. Ma si sbaglierebbe a chiudere questo libro entro una dimensione angustamente geografica. I paesi abbandonati, osserva Predrag Matvejevi´c nella presentazione del volume, "sono un luogo assai più vasto della regione a cui questo libro è dedicato. Sono il luogo di una poetica". È una poetica dell’abbandono e della riappropriazione che ha l’effetto di una potente memoria di ogni luogo comune.
Vige, a proposito dei paesi abbandonati, uno strano sentimento, superficiale e compassionevole. Questi luoghi, si pensa in genere, non hanno senso: non hanno più senso, se mai ne hanno avuto uno. E invece, c’è un senso in questi luoghi. Un senso per sentirli. Un senso per capirli. Un senso per percorrerli, che è quello doppio del partire e del tornare.
L'autore
Vito Teti è docente di Etnologia presso l’Università della Calabria, dove dirige il Centro di Antropologie e Letterature del Mediterraneo. Ha pubblicato i saggi Emigrazione, alimentazione e culture popolari; Emigrazione e religiosità popolare nei due volumi di Storia dell’emigrazione italiana e ha curato il volume Storia dell’acqua. Mondi materiali e universi simbolici.
Vito Teti
Il senso dei luoghi
Memoria e storia dei paesi abbandonati
Donzelli
(Karl Kraus)
Segnalo questo interessante incontro per domani a Bologna
da Currenti Calamo
da La Biblioteca di Muntu (via minimo karma)
Apparsa nel 1968 – e cioè un anno dopo La barcarola, il lungo canto d’amore dedicato a Matilde che completava idealmente il grande ciclo ‘intimo’ del Memoriale di Isla Negra – la raccolta Le mani del giorno occupa un posto piuttosto particolare, e a prima vista singolare, nell’opera di Neruda.
Ma se il poeta vi lamenta la frustrazione, il senso di colpa per non aver saputo ‘usare’ le proprie mani, così da poter realmente "apprendere, vedere, raccogliere e unire gli elementi", questa raccolta è anche il frutto maturo di quella continua tensione che la poesia di Neruda da sempre sente verso gli oggetti – costruiti, perfezionati, raccolti dalle mani dell’uomo – e verso gli umili eroi dell’esistenza umana, indaffarati giornalmente ad affermare se stessi e gli altri nel proprio lavoro: mani che ripetono "l’eroismo delle altre mani".
Il sole ha riempito di pioli la gioia,
la speranza, la sofferenza,
è andato in giro con i suoi raggi
a delimitare, assegnare terre,
e ciascuno deve sudare,
prima che se ne vada
con la sua luce altrove
a cominciare e cominciar di nuovo
mentre quelli che stanno qui sono rimasti
immobili, a dormire,
fino a lunedì mattina.
Le mani del giorno
Traduzione di Roberta Bovaia
Prefazione di Giuseppe Bellini
Passigli
tutte le altre parti ti si sollevano insieme.
(Ugo Bernasconi)
(L'attesa e la speranza di Eugenio Borgna)
da la Repubblica/Cultura (via Kataweb/Libri)
da Luca Frudà Blog
Gli Stati Uniti, scriveva Cesare Pavese, sono "il gigantesco teatro dove con maggiore franchezza che altrove veniva recitato il dramma di tutti [...]. La cultura americana ci permise in quegli anni di vedere svolgersi come su uno schermo gigante il nostro stesso dramma". Se c'è un dato che ha sempre caratterizzato la letteratura degli Stati Uniti è proprio il continuo salire e scendere dei linguaggi, il flusso ininterrotto di scambi, dialoghi e conflitti fra ricerca letteraria e culture popolari, culture egemoniche e culture di minoranza, oralità e scrittura, scrittura, musica e cinema. Da Herman Melville a Bruce Springsteen, da William Faulkner a Spike Lee, da Toni Morrison alle origini letterarie della teoria della guerra preventiva, dall'autobiografia dello schiavo Olaudah Equiano ai mondi sotterranei di Don DeLillo, questi saggi ripercorrono con irriverenza appassionata l'arco cronologico della letteratura degli Stati Uniti e cercano di ridefinirne i confini e le forme: in altre parole, non il canone, ma i canoni, nella loro pluralità e nella dinamica dei loro rapporti in continuo divenire. E se è vero che, come ha detto Wim Wenders, "l'America ci ha colonizzato l'inconscio", questi saggi - che non dimenticano mai il punto di vista dell'osservatore - sono anche un'autobiografia del nostro rapporto profondo con questa inquietante ed eccitante presenza.
Alessandro Portelli
Canoni americani
Oralità, letteratura, cinema, musica
Donzelli
>>>qui un'interessante conferenza tenuta dal prof. Portelli, dal titolo indicativo di: Siamo tutti Americani?
(Hugo von Hofmannsthal)
In questo breve scritto Bolzano enuncia in forma chiara e concentrata alcune delle sue idee principali sulla logica e sulla metodologia della matematica. Discute in particolare una distinzione tra le proposizioni in quanto concepite dalla mente di un essere pensante o espresse a parole e le proposizioni in quanto entità astratte, indipendenti da una mente e dalla loro espressione linguistica. Quest’ultimo costituisce il dominio delle matematiche, dove tra le proposizioni esiste un certo ordinamento deduttivo, una gerarchia basata sul rapporto di fondamento e conseguenza ampiamente indagata da colui che seppe anticipare alcune idee fondamentali della logica contemporanea.
L'autore
Bernard Bolzano (1781-1848), matematico e filosofo di origine italiana nato e morto a Praga, fu per quindici anni professore di Filosofia della religione in quella Università. Destituito dall’insegnamento nel 1820 per aver esposto tesi non gradite al governo imperiale austriaco, qualche anno dopo, nel 1824, composta amichevolmente la vertenza, ottenne una pensione che gli consentì di dedicarsi per il resto della vita a studi di vario genere. La sua opera principale sui fondamenti della matematica e della logica è "Wissenschaftslehre", pubblicata nel 1837.
Bernard Bolzano
Del metodo matematico
Bollati Boringhieri
(Ugo Ojetti)
Il giornalista polacco ripercorre le proprie vicende, raccontando retroscena finora ignorati delle sue storie: dall'infanzia povera a quando, fresco laureato, venne mandato allo sbaraglio prima in India e poi in Cina, senza conoscere niente di quei paesi. Ci rivela le difficoltà incontrate e, di fronte a queste difficoltà, il suo punto di riferimento, il testo da leggere e rileggere è sempre stato Erodoto. Per Kapuscinski Erodoto è stato non tanto uno storico, quanto il primo vero reporter della storia: il suo bisogno di viaggiare, di toccare con mano, di raccogliere dati, paragonarli ed esporli, con tutte le necessarie riserve che è giusto nutrire riguardo alle storie riferite da altri, fa di Erodoto un giornalista a pieno titolo.
Ryszard Kapuscinski
In viaggio con Erodoto
Feltrinelli
(Arthur Schnitzler)
I destini di cinque donne si incrociano sullo sfondo del lussuoso Global Hotel: un fantasma che cerca di trattenere i colori, i sapori, i ricordi, le parole, prima che il mondo svanisca per sempre, una barbona ossessionata dagli spiccioli e dalla poesia metafisica, una receptionist afflitta da una strana malattia che le fa dimenticare tutto tranne i jingle delle pubblicità televisive, una giornalista bugiarda patologica con la passione per il porno e una ragazzina che cerca di scoprire se sua sorella si è suicidata o è stata vittima di un assurdo incidente. Un tour de force stilistico, un racconto ipnotico, Hotel world è il rovesciamento postmoderno del 'memento mori' medievale: "ricorda che devi vivere".
Ali Smith
Hotel world
minimum fax
quando è in una posizione inattaccabile.
(Ambrose Bierce)
da Exibart
Un allegro inferno
da disturbo post traumatico dell'amarezza
Pubblicato originariamente nel 1960 e finora inedito in Italia, Mademoiselle Anicet è l'opera d'esordio di Dominique De Roux (1935-1977), scrittore e critico francese, organizzatore culturale nella Francia degli anni Sessanta. Ricorrendo a forme volutamente classiche, l'autore racconta le vicissitudini di Xavier Parady, giovane di buona famiglia, e delle sue tre donne: Anne, la parigina; Marujo, la spagnola, esotica e solare; e infine Anicet, incontrata per caso in treno.
Dominique De Roux
Mademoiselle Anicet
Mondadori
(Oscar Wilde)
Gradualismo e puntuazionismo, geni e ambiente, adattamento e selezione, progresso e contingenza, strutture e funzioni, caso e necessità: la biologia fa della straordinaria diversità e imprevedibilità della vita il proprio oggetto di studio. Nonostante gli intriganti sviluppi conosciuti dalla disciplina negli ultimi anni, non si è ancora affermata - almeno in Italia - una solida tradizione di studi filosofici in materia. Questa introduzione alla filosofia della biologia ripercorre i grandi temi delle scienze del vivente da un punto di vista evoluzionistico, colmando un vuoto nella letteratura del settore.
Telmo Pievani
Introduzione alla filosofia della biologia
Laterza
(Carlo Dossi)